Copertina del libro - parte 2

26.03.2022

La storia di James Lackington, il primo librario moderno, è importante anche perché dimostra che nella sua libreria Temple of the muses a Londra i libri venivano consultati e sfogliati dai clienti prima dell'eventuale acquisto, con il rischio di venire sporcati, spiegazzati e rovinati già prima di essere venduti.

L'aumento di tirature e vendite implicò anche lo sviluppo della distribuzione, il che significò altre mani e spostamenti, quindi altri rischi di deteriorare la merce.

"Nessuno inventò le copertine. Fu un processo graduale, fatto di piccoli miglioramenti e soluzioni provvisorie che si stabilizzarono lentamente, nel corso di un secolo" dice Ambrogio Borsani, il maggiore esperto italiano della storia dei libri in quanto oggetti e autore di alcuni saggi fondamentali sulla storia delle copertine.

All'inizio la soluzione fu proteggere ogni volume avvolgendo in brossure di carta e cartoncini leggeri azzurrini, giallini, rosini, su cui via via iniziarono a comparire fregi e cornici oltre al titolo e al nome dell'autore e dello stampatore. Dopo un po' si passò alle custodie aperte in cartoncino su uno o due lati, simili a quelle che oggi proteggono.

Ma si trattava di una soluzione costosa e poco pratica, adatta per libri di un certo spessore, non per quelli più esili per foliazione e popolari per contenuto, come gli almanacchi e i romanzi d'appendice, che incominciavano ad avere una diffusione di massa.

Così qualcuno pensò di impacchettarli, come si fa oggi con i regali di Natale, sigillandoli con la ceralacca.

Gli involucri venivano buttati appena scartato il libro, e per questo ne sono rimasti ben pochi.